Targa monopattino: adesso basta
Trattato come un ciclomotore, sanzionato come un'auto, gestito come nessun altro veicolo. Le cinque anomalie strutturali del sistema e il danno che hanno generato.
Dal 16 maggio 2026 è in vigore l'obbligo del contrassegno identificativo per i monopattini elettrici. Le prime multe sono già state elevate. Ma chi ha provato a mettersi in regola si è scontrato con un sistema che presenta cinque anomalie strutturali, due delle quali riconosciute esplicitamente da successive circolari ministeriali. In questa pagina mettiamo in fila cosa non va, perché, e — soprattutto — come difendersi se si è stati sanzionati.
Questa è una pagina di divulgazione editoriale. Non fornisce consulenza legale né indicazioni operative su casi individuali. Per qualsiasi questione specifica, è necessario rivolgersi a un avvocato iscritto all'albo o a un'associazione di consumatori riconosciuta.
L'errore di impostazione: il monopattino non è un ciclomotore
Tutto il caos applicativo nasce da una scelta concettuale di fondo: aver progressivamente applicato al monopattino — un mezzo che per prestazioni assomiglia molto più alla bicicletta — un apparato di obblighi tecnici e amministrativi tipico del ciclomotore.
Il confronto è impietoso. La bicicletta a pedalata assistita, che ha potenza simile e velocità talvolta superiore al monopattino (25 km/h vs 20 km/h), non ha frecce, non ha doppio freno indipendente, può andare in qualsiasi strada urbana o extraurbana, non richiede targa, non richiede polizza RC obbligatoria. Il monopattino elettrico sì, a tutto questo: dal DD 355/2022 in poi gli si chiede l'indicatore di direzione, il doppio freno indipendente, il casco per tutti, il divieto di circolare extraurbano, la targa, la polizza RC. Quasi tutti gli obblighi del ciclomotore, ma con prestazioni da bicicletta e senza neppure le tutele degli scooteristi (l'indennizzo diretto è stato sospeso per due anni — torneremo sul punto).
Questa scelta non è scritta come tale in nessun atto normativo, ma è il risultato di una sommatoria di provvedimenti che — nel tentativo di "responsabilizzare" l'uso dei monopattini — hanno spostato il mezzo da una categoria all'altra senza una vera valutazione di proporzionalità. Da questo errore d'impianto discendono le quattro anomalie operative qui sotto.
Quasi tutti gli obblighi del ciclomotore, ma con prestazioni da bicicletta — e senza neppure le tutele che hanno gli scooteristi.
Le quattro anomalie operative
Una targa che non è una targa
Il "targhino" non è legato al mezzo (come la targa di auto e moto): è legato al codice fiscale del proprietario. Conseguenza: vendi il monopattino e il targhino va cancellato; hai più monopattini, più targhini con lo stesso CF; prendi a prestito quello di tuo figlio, sei tu a usarlo ma il targhino è suo. Soluzione amministrativamente comoda — agganciare l'identificazione alla persona — che sacrifica la coerenza con il sistema dei veicoli a motore.
L'assicurazione che esiste senza esistere
Tre fatti, da leggere insieme. Primo: dal 16 maggio 2026 il monopattino deve avere il targhino, ma per due mesi non l'assicurazione: dal 16 maggio al 16 luglio una categoria di veicoli registrati ma scoperti. Secondo: dal 16 luglio l'RC è obbligatoria, ma serve una polizza specifica per monopattino con il codice del contrassegno (le RC famiglia, secondo FAQ MIMIT, non valgono). Terzo: per due anni non si applica l'indennizzo diretto — il pilastro della modernizzazione RC italiana è stato sospeso prima ancora di entrare in vigore.
Esperti di diritto assicurativo intervenuti sulla stampa specializzata — Il Sole 24 Ore in particolare — hanno segnalato come l'innesto della disciplina assicurativa europea sui monopattini, di caratteristiche tecniche molto diverse dai veicoli a motore, presenti criticità di sistema. La sospensione dell'indennizzo diretto per due anni (Circolare MIMIT n. 615 del 24 aprile 2026) è il riconoscimento amministrativo di quelle criticità.
Il contrassegno che non si attacca
È il punto su cui l'amministrazione si è espressa in modo più chiaro. A 48 ore dalla scadenza, il 15 maggio 2026, il Ministero dell'Interno ha emanato una circolare urgente (n. 300/STRAD/1/0000014178.U/2026) che chiarisce che il targhino può essere applicato in alternativa sul parafango posteriore o sul piantone anteriore quando il parafango "non risulti idoneo per dimensioni o per caratteristiche". Tradotto: l'adesivo plastificato IPZS può non aderire alle plastiche curve, ruvide o anti-adesive di molti monopattini. E la valutazione di idoneità resta in mano al vigile di turno.
Art. 1 L. 689/1981 — principio di tassatività: "Nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione, e fuori dei casi e dei tempi in essa considerati". Un precetto che lascia all'organo accertatore di stabilire caso per caso l'idoneità materiale presenta profili di tensione col principio.
Sessanta giorni per oltre un milione di mezzi
Il DD MIT n. 110 del 6 marzo 2026 ha concesso 60 giorni per richiedere il targhino. Ma il parco circolante è di oltre un milione di monopattini privati, più sharing e aziende. Le 103 motorizzazioni provinciali devono gestire questo volume in due mesi — con appuntamenti spesso fissati oltre la scadenza. Codacons ha definito la situazione incompatibile con il termine, chiedendo una proroga.
Il principio di proporzionalità dell'azione amministrativa (art. 1 L. 241/1990) richiede che il termine assegnato al cittadino sia compatibile con la capacità operativa dell'amministrazione che deve erogare il servizio. Quando questa compatibilità manca, la norma sanzionatoria presenta un profilo di irragionevolezza che può essere fatto valere in ricorso.
Chi paga il caos
Tre categorie di soggetti stanno pagando il prezzo concreto delle anomalie sopra descritte.
I cittadini diligenti. Chi ha fatto domanda nei tempi, ha pagato i 33 €, ha l'appuntamento fissato dalla Motorizzazione — e nel frattempo viene multato. La buona fede è documentale, ma chi non fa ricorso rischia di dover pagare comunque.
La filiera commerciale specializzata. Produttori, distributori, rivenditori. Le vendite sono crollate perché chi acquista oggi un monopattino sa che dovrà attendere mesi prima di poterlo usare in regola. Per i rivenditori specializzati significa, in molti casi, dover ripensare il modello di business o cessare l'attività. È una conseguenza diretta dell'assenza di strumenti compensativi che per auto e moto esistono da decenni (targa prova, immatricolazione provvisoria).
Gli anziani e i digitalmente fragili. La pratica si fa esclusivamente con SPID di livello 2 o CIE: non è previsto alcuno sportello fisico presso la Motorizzazione per il rilascio del contrassegno. Chi non possiede SPID o CIE deve necessariamente passare attraverso un intermediario abilitato (agenzie di pratiche auto), con costi tra 75 e 170 € per un contrassegno che amministrativamente ne vale 33. Per un monopattino acquistato a 200-300 €, è un costo aggiuntivo che spesso vale fino al 50% del prezzo del mezzo. È una scelta amministrativa, non una necessità tecnica: per altri servizi pubblici (passaporti, immatricolazioni auto, patenti) lo sportello fisico è rimasto disponibile. Il risultato concreto è un aumento delle barriere di accesso al servizio per le fasce meno digitalizzate.
Come ci siamo arrivati: la cronistoria del caos
Fino al 2022 la disciplina sui monopattini funzionava: erano equiparati ai velocipedi, con regole proporzionate. Il caos nasce con i requisiti tecnici "da ciclomotore" e si accelera con il nuovo Codice della Strada del 2024 e i suoi decreti attuativi.
Giugno 2022 — Il passaggio verso il ciclomotore
Decreto Dirigenziale n. 355 del 2022. Introduce i nuovi requisiti tecnici: doppio freno indipendente, indicatori di direzione, campanello udibile a 30 metri. Primo provvedimento che sposta il monopattino verso la categoria "veicolo a motore leggero".
2023 — Il quadro europeo dell'assicurazione
D.Lgs. 24 novembre 2023, n. 184. Recepisce la Direttiva UE 2021/2118 sull'assicurazione obbligatoria. Presupposto giuridico dell'obbligo RC anche per i monopattini.
Dicembre 2024 — Il nuovo Codice della Strada
Legge 25 novembre 2024, n. 177, in vigore dal 14 dicembre 2024. Introduce casco obbligatorio per tutti, principio della targa obbligatoria, principio dell'RC obbligatoria, divieto di circolazione extraurbana, sanzioni da 100 a 400 €.
La legge entra in vigore ma può attivare solo il casco. Targa e RC restano sospese in attesa di decreti attuativi. Inizia un anno e mezzo di "obblighi annunciati" senza strumenti per ottemperare.
Giugno 2025 — Le caratteristiche del targhino
Decreto Capo Dipartimento MIT n. 210 del 27 giugno 2025. Adesivo plastificato 5×6 cm, sei caratteri alfanumerici (3 lettere + 3 numeri), prodotto dall'IPZS, antimanomissione.
Sei mesi dopo l'entrata in vigore della legge si stabilisce com'è fatto il contrassegno. Manca il prezzo, e senza prezzo nessuno può richiederlo.
Ottobre 2025 — Il prezzo
Decreto MIT del 6 ottobre 2025, n. 250 (G.U. n. 264 del 13 novembre 2025). Prezzo del contrassegno: 8,66 € (5,03 produzione + 1,11 IVA + 2,52 maggiorazione ex art. 208 CdS), oltre bollo e diritti. Totale circa 33 €.
Marzo 2026 — La piattaforma operativa
Decreto Direttoriale MIT n. 110 del 6 marzo 2026 (G.U. n. 63 del 17 marzo 2026), in vigore dal 18 marzo 2026. Attiva la piattaforma telematica e fa partire i 60 giorni: obbligo dal 16 maggio 2026.
Quindici mesi dopo l'entrata in vigore della legge, otto mesi dopo il decreto sulle caratteristiche, finalmente i cittadini possono richiedere il targhino. Hanno 60 giorni. I monopattini in circolazione sono oltre un milione.
10 aprile 2026 — Il MIT rassicura
Comunicato MIT del 10 aprile 2026. Il Ministero "rassicura: il sistema è già stato predisposto per garantire a tutti i cittadini di essere in regola entro il 16 maggio". Sostiene di aver consegnato "oltre 200.000 contrassegni". I ritardi sono definiti "disallineamenti pretestuosi".
17 aprile 2026 — Prima crepa: proroga assicurativa
Circolare congiunta MIT-MIMIT del 17 aprile 2026. L'obbligo RC, originariamente coincidente con la targa, viene prorogato al 16 luglio 2026. Motivazione: criticità tecniche segnalate da ANIA per l'integrazione tra piattaforma motorizzazione, banca dati assicurativa e sistemi delle compagnie.
Il sistema assicurativo non è pronto, lo riconosce lo Stato stesso.
24 aprile 2026 — Seconda crepa: indennizzo diretto sospeso 2 anni
Circolare MIMIT n. 615 del 24 aprile 2026. Per i monopattini, per i primi due anni, non si applica la procedura di risarcimento diretto (art. 149 Cod. Ass.). In caso di sinistro, il danneggiato dovrà rivolgersi alla compagnia del responsabile (procedura ordinaria ex art. 148) e non alla propria.
Lo Stato stesso ammette che il sistema di gestione dei sinistri non è pronto, e dunque sospende uno dei pilastri della tutela RC italiana.
14 maggio 2026 — Quadro pre-scadenza
Comunicato MIT del 14 maggio 2026. A due giorni dalla scadenza, il Ministero dichiara di aver consegnato oltre 200.000 contrassegni alle 103 motorizzazioni provinciali e di aver ricevuto oltre 40.000 richieste dai cittadini. Codacons e Assoutenti denunciano migliaia di pratiche inevase, Assosharing parla di circa 15.000 richieste ferme nelle società di noleggio.
15 maggio 2026 — Terza crepa: il targhino non si attacca
Circolare Min. Interno n. 300/STRAD/1/0000014178.U/2026 del 15 maggio 2026. A 48 ore dalla scadenza, il Min. Interno emana una circolare urgente che chiarisce l'alternatività del posizionamento del contrassegno (parafango o piantone) quando il parafango "non risulti idoneo per dimensioni o per caratteristiche".
Una circolare urgente del Ministero dell'Interno arriva quando il sistema sta per entrare in vigore. Le associazioni dei consumatori e la stampa di settore l'hanno letta come riconoscimento, da parte dell'amministrazione, di un problema operativo che non era stato pienamente previsto in fase di progettazione del contrassegno.
16-17 maggio 2026 — L'obbligo entra in vigore
16 maggio. Scatta l'obbligo. 17 maggio. Prima domenica: arrivano le prime sanzioni a Torino, Bari, Trento. A Torino i primi targhini in sharing risultano già strappati o spariti. Le associazioni dei consumatori annunciano monitoraggio capillare e raccolta di segnalazioni.
Il danno alla filiera commerciale
Il prezzo industriale del caos descritto nelle pagine precedenti non si scarica solo sui cittadini. Si scarica anche sulla filiera commerciale specializzata: produttori, distributori, rivenditori indipendenti.
Per auto e motocicli la targa si ottiene in pochi giorni con strumenti compensativi consolidati: targa prova, immatricolazione provvisoria, registrazioni automatizzate al momento del passaggio di proprietà. Per il monopattino, di tutto questo, nulla. Chi compra oggi un monopattino legalmente in commercio sa che dovrà attendere mesi prima di poterlo usare in regola, e questa attesa pesa direttamente sulla decisione d'acquisto.
I dati raccolti dalle associazioni di categoria del settore (ANCMA in primo luogo) raccontano vendite annullate, monopattini restituiti nei termini di recesso, clienti che rinunciano sapendo che dovranno aspettare per circolare regolarmente. Per i rivenditori specializzati, in molti casi, la prospettiva è quella di dover ripensare il modello di business o cessare l'attività.
Il principio amministrativo che la dottrina richiama in questi casi è l'art. 2-bis L. 241/1990: "Le pubbliche amministrazioni sono tenute al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento". È il principio del danno da ritardo. Quale strada le associazioni di categoria intendano percorrere in concreto è materia in discussione nelle loro sedi rappresentative.
L'aspetto più paradossale resta il principio di proporzionalità. Quando la stessa amministrazione che impone un obbligo riconosce, con tre circolari urgenti in due mesi, di non averne governato l'attuazione, il piano della discussione esce dal merito tecnico ed entra in quello dei principi: rapporto tra cittadino e Stato, costo sociale di una regolazione che arriva troppo tardi, accessibilità del servizio pubblico per chi non vive nella corsia digitale veloce. È questo il danno meno raccontato — e il più strutturale.
Disclaimer e fonti
Disclaimer. Questa è una pagina di divulgazione editoriale. Non costituisce consulenza legale né suggerimento operativo su casi individuali. Per qualsiasi questione specifica relativa a una sanzione, a un ricorso o a una scelta amministrativa, è necessario rivolgersi a un avvocato iscritto all'albo o a un'associazione di consumatori riconosciuta. Le sezioni successive elencano le fonti normative e le voci pubbliche consultate; ogni interpretazione editoriale è di responsabilità della redazione di oZ-o, ogni interpretazione giuridica resta competenza dei soggetti citati.
Cronologia normativa (fonti primarie)
- Decreto Dirigenziale n. 355 del 2022 (requisiti tecnici)
- D.Lgs. 24 novembre 2023, n. 184 (recepimento Direttiva UE 2021/2118)
- Legge 25 novembre 2024, n. 177 (nuovo CdS, in vigore dal 14 dicembre 2024)
- Decreto Capo Dipartimento MIT n. 210 del 27 giugno 2025 (caratteristiche targhino)
- Decreto MIT 6 ottobre 2025, n. 250 (G.U. 264 del 13 novembre 2025) (prezzo)
- Decreto Direttoriale MIT n. 110 del 6 marzo 2026 (G.U. 63 del 17 marzo 2026) (piattaforma)
- Comunicato MIT del 10 aprile 2026
- Circolare congiunta MIT-MIMIT del 17 aprile 2026 (proroga RC)
- Circolare MIMIT n. 615 del 24 aprile 2026 (sospensione indennizzo diretto)
- Comunicato MIT del 14 maggio 2026
- Circolare Min. Interno - Dipartimento Pubblica Sicurezza n. 300/STRAD/1/0000014178.U/2026 del 15 maggio 2026 (alternatività posizionamento)
Norme di riferimento per i ricorsi
- Codice della Strada, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (artt. 202, 203, 204, 204-bis, 213)
- Legge 24 novembre 1981, n. 689 (artt. 1, 3, 4)
- Legge 7 agosto 1990, n. 241 (artt. 1, 2-bis, 21-octies)
- Costituzione (artt. 3, 16, 24, 41, 42, 97)
- D.Lgs. 1° settembre 2011, n. 150 (art. 7)
- D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (Codice Amministrazione Digitale)
- Direttiva 2006/123/CE (Servizi)
Voci tecniche e stampa di riferimento
- Approfondimenti dottrinali di esperti di diritto assicurativo apparsi su Il Sole 24 Ore (5/7/2023 e 14/4/2026)
- Segnalazioni e prese di posizione pubbliche delle associazioni di consumatori (Codacons, Assoutenti, Altroconsumo) e di categoria (Assosharing, ANCMA)
- ANSA, Sky TG24, Il Sole 24 Ore, Sicurauto, Business Online, Moto.it, Panorama, HDmotori
Pagina aggiornata il 19 maggio 2026 dalla redazione di oZ-o.it.
Per il quadro normativo completo consulta la guida normativa monopattini elettrici 2026. Per la procedura di richiesta del targhino consulta la guida alla targa monopattino.
